DHCP e lease time: alcune considerazioni

Dopo la recente migrazione di un server DHCP da un dispositivo di tipo embedded ad un server dedicato (nella fattispecie un domain controller), mi sono soffermato sulla corretta configurazione del lease time.

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Premesso che non esiste una configurazione “corretta” a prescindere, ma che essa dipende strettamente dal tipo di network su cui il servizio DHCP è in ascolto, occorre trovare la giusta quadra tra un tempo di lease ragionevole e l’utilizzo delle risorse locali del server (tenendo in cosiderazione, ovviamente, anche l’eventuale traffico previsto sulla rete).

Infatti, di per sè, il servizio DHCP (soprattutto quello messo a disposizione da Microsoft, almeno fino alla versione Windows Server 2008, secondo quanto riportato qui), prevede un uso “intensivo” del disco (leggasi I/O rate), in quanto il database con le associazioni IP/MAC viene consultato ogni volta che un nuovo dispositivo si “presenta” in rete oppure intende rinnovare il proprio tempo di lease. Ciascun client DHCP tenterà un rinnovo del tempo di lease allo scadere del 50% dello stesso (passando dallo status BOUND a quello RENEWING). Se tale attività non andrà a buon fine, verrà tentato un rinnovo allo scadere dell’87.5% del lease time (passando dallo status RENEWING a quello REBINDING). Se anche in questo caso non si otterrà l’estensione del suddetto tempo di lease, il client entrerà in status INIT per richiedere un nuovo indirizzo IP. E’ palese che tali tentativi sono tanto più frequenti quanto il tempo di lease è ridotto.

Ora, un tempo di lease “basso” è comunque una scelta corretta quando si ha a che fare con una rete che prevede la connessione di un numero abbastanza elevato di dispositivi (Wi-Fi), pur essendoci a disposizione un pool DHCP (leggasi scope) non molto esteso (ad esempio una classe /25). In questo caso un lease time di 360 minuti (6 ore) sembra abbastanza ragionevole. Invece, se si ha a che fare con network in cui il numero di dispositivi è piuttosto ridotto, va bene mantenere il lease time di default (pari a 8 giorni per il DHCP server di casa Microsoft).

Una volta impostato il lease time conviene sempre e comunque tenere sotto controllo lo stato del servizio DHCP, poichè un’errata configurazione dello stesso potrebbe portare all’impossibilità, da parte dei client, di connettersi alla rete (DHCPNAK ad ogni nuova richiesta per via dello scope ormai saturo).

Qui trovate un link in cui sono presenti le varie icone (con relativo significato) che possono comparire sullo “status” del server DHCP Microsoft.

E’ tutto. Alla prossima.

DHCP e lease time: alcune considerazioniultima modifica: 2015-01-14T10:00:50+01:00da nazarenolatella
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