30/01/2012
Google Chrome: attributo z-index ignorato per gli *.swf
L'attributo z-index, utilizzato nell'ambito dei fogli di stile (CSS), consente di ordinare gli elementi grafici di una pagina Web secondo la coordinata spaziale z. Purtroppo però, quando si ha a che fare con degli *.swf e si utilizza Google Crome come browser, l'attributo z-index viene totalmente ignorato, ragion per cui il filmato sarà sempre posizionato "più in superficie" rispetto agli altri elementi.
Inutile dire che tale comportamento "anomalo" non si verifica nè con Mozilla Firefox nè con IE8 ed IE9.
Esiste tuttavia un workaround. Esso consiste, sostanzialmente, nell'uso dell'attributo wmod relativo al tag embed. Il valore associato all'attributo in questione dovrà essere transparent.
Ad esempio:
<embed wmode="transparent">
Inoltre, occorre inserire il seguente codice HTML tra i tag <object></object>:
<param name="wmode" value="transparent" />
Adesso anche Google Chrome sarà in grado di visualizzare gli elementi grafici della pagina nel giusto ordine di profondità.
A presto.
10:05 Scritto da: nazarenolatella in Web Editing | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: google chrome, z-index, html5, embed, wmode, transparent, bug, css | OKNOtizie |
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09/11/2011
Script per il forward automatico della porta SSH sul router Cisco 837
La IOS C837-K9O3Y6-M sviluppata per il router Cisco 837 ha un bug, ovvero è possibile che dopo qualche reload si "dimentichi" di una o più PAT translations che riguardano porte più alte delle well-known (per intenderci, superiori alla 1023).
Nel mio caso, il problema ha iniziato a verificarsi da quando ho deciso di mettere in ascolto SSH su una porta non standard, in modo da risparmiarmi i tentativi di attacco lanciati dagli script kiddie di turno.
Inoltre, per motivi di sicurezza, ho consentito l'accesso via SSH al router solo dagli host della LAN, quindi, nel caso in cui dovessi accedere alla sua configurazione, atterro sul server e da lì mi collego al router.
Ovviamente, se la porta SSH non è forwardata non posso atterrare sul server, dunque l'unica soluzione praticabile consiste nell'andare fisicamente dal cliente e ricreare la regola per il PAT.
E qui viene il bello: poichè mi sono stancato di dover perdere almeno un'ora per andare dal cliente, riconfigurare il tutto e tornarmene a casa, ho deciso di creare il seguente script, il quale si collega al router tre volte al giorno e ricrea la regola per l'SSH.
Ecco lo script:
#!/usr/bin/expect
set password1 "<password1>"
set password2 "<password2>"
spawn ssh -l <username> <IP del router>
expect "*?assword:*"
send "$password1r"
expect ">"
send "enar"
expect "Password:"
send "$password2r"
expect "#"
send "conf tr"
expect "(config)#"
send "no ip nat inside source static tcp <ip> <porta> interface Dialer0 <porta>r"
expect "(config)#"
send "ip nat inside source static tcp <ip> <porta> interface Dialer0 <porta>r"
expect "(config)#"
send "exitr"
expect "#"
send "copy run startr"
expect "?"
send "r"
expect "#"
send "exitr"
expect eof
Come al solito, mancano i backslash prima della r perchè myblog li filtra.
Una volta che avete creato lo script, convertitelo in eseguibile lanciando il comando:
nightfly@nightbox:~$ sudo chmod +x ssh_autoforward
e salvatelo nella directory /usr/bin:
nightfly@nightbox:~$ sudo mv ssh_autoforward /usr/bin
A questo punto potete creare la regola per cron, in modo da schedulare l'esecuzione dello script alle 6, alle 12 ed alle 18:
nightfly@nightbox:~$ sudo nano /etc/crontab
00 06,12,18 * * * root ssh_autoforward
Riavviamo cron:
nightfly@nightbox:~$ sudo service cron restart
ed abbiamo finito.
A presto.
PS: non preoccupatevi se lo script entra in esecuzione mentre siete loggati sul server: la regola per il forward dell'SSH non verrà rimossa poichè la state già utilizzando, quindi niente perdita di connessione.
10:00 Scritto da: nazarenolatella in Networking | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bug, ios, cisco 837, cron, script, expect, c837-k9o3y6-m | OKNOtizie |
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03/07/2010
DVL (Damn Vulnerable Linux) la distro più vulnerabile che esista
Ormai è risaputo di quanto siano sicure alcune distribuzioni *nix, tra cui la celeberrima FreeBSD (un solo exploit da remoto in 10 anni). Eppure vi sono tante altre distribuzioni che non fanno della sicurezza il loro obiettivo primario. Tra queste vi è certamente DVL (Damn Vulnerable Linux - un nome una garanzia), appositamente forgiata per presentare numerosissime falle di sicurezza ed aiutare gli aspiranti "security consultant" durante la loro formazione. Effettivamente l'idea non è male, in quanto tale distribuzione potrebbe anche essere utilizzata come passatempo, per "testare" l'effetto dei vari exploit sui bug presenti.
Ovviamente trattasi di bug arcinoti e piuttosto datati, per cui le ultime versioni dei software dovrebbero esserne immuni (almeno spero). Comunque, bando alle ciance ed enjoy: http://www.damnvulnerablelinux.org/
10:26 Scritto da: nazarenolatella in SO: Linux | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sicurezza, exploit, falle, bug | OKNOtizie |
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